NEW YORK – Nel giorno in cui il mondo ha negato al marito il Premio Nobel per la pace, la first lady si è presentata alla Casa Bianca per parlare agli americani e lanciare un messaggio di speranza verso il destino dei bambini ucraini strappati alle famiglie dai soldati russi. Otto bambini sono tornati a casa, ha detto, e altri lo faranno presto. Secondo Kiev, più di 19 mila sono stati deportati o trasferiti dall’Ucraina alla Russia durante la guerra.
L’inusuale messaggio di una first lady alla nazione era stato annunciato su X alle 8 del mattino, mentre Trump, frustrato dall’epilogo sul Nobel, stava postando da un pezzo messaggi roventi in cui prendeva di mira gli avversari. Uscito sconfitto lui, è entrata in scena la moglie. Il messaggio alla nazione da parte delle first lady è inusuale ma non raro: sono passati alla storia quello radiofonico di Eleanor Roosevelt nel ’41 dopo l’attacco giapponese alla base americana di Pearl Harbor; di Jacqueline Kennedy, nel ’63, dopo l’attentato a Dallas in cui era stato ucciso il marito, John Fitzgerald Kennedy; e l’appello di Nancy Reagan nell’87 contro l’uso di droghe.
Il discorso di Melania è sembrato anche un gesto di sfida al mondo, dopo la grande delusione del marito, per alcuni commentatori una autocandidatura al prossimo Nobel, anche se la first lady, algida ed elegante, resta un enigma per molti. Nei cinque minuti in cui ha letto in inglese, con un po’ di fatica e un forte accento slavo, il suo intervento, Melania ha svelato di avere instaurato un rapporto diretto con il presidente russo Vladimir Putin.













