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Ultimo aggiornamento: 8:12
Gli uomini seduti ai tavoli dei negoziati non hanno ancora ottenuto risultati definitivi per mettere fine al conflitto in Ucraina. Ieri, a Miami, Rustem Umerov, capo del Consiglio di sicurezza ucraino, ha incontrato il segretario di Stato Usa, Mark Rubio; qualche giorno fa Steve Witkoff e Jared Kushner, inviato speciale e genero di Trump, sono rimasti cinque ore al Cremlino a discutere dell’accordo di pace con il presidente russo. Risultati più immediati e tangibili, sembra, li stiano ottenendo le donne, con quella che alcuni media chiamano “diplomazia segreta”. Stanotte sette bambini ucraini che erano in Russia sono riusciti a ricongiungersi con le loro famiglie in Ucraina grazie all’intervento della first lady repubblicana. “La first lady americana accoglie con favore i progressi dell’iniziativa per la riunificazione dei bambini tra Russia e Ucraina” si legge sul sito della Casa Bianca, che riporta le parole della moglie del presidente, che “elogia a leadership e la diplomazia tenace di Russia e Ucraina nel perseguimento della riunificazione di bambini e famiglie”.
La sua sponda a Mosca è la commissaria per i diritti dell’infanzia del Cremlino, Maria Lvova-Belova, che ha lodato pubblicamente “l’incrollabile impegno” dell’americana. Contro la commissaria – come contro il presidente russo – la Corte penale internazionale ha emesso un mandato d’arresto per presunta deportazione illegale di bambini ucraini in Russia – un crimine di guerra – ; un’accusa che il Cremlino ha definito “oltraggiosa” e “inaccettabile”.












