L’Inps completerà entro la fine del prossimo gennaio le attività di rivalutazione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali che si applicheranno sugli assegni nel 2026. Le lavorazioni effettuate lo scorso anno aveva riguardato oltre 20 milioni di posizioni.

Le pensioni saranno quindi rivalutate in base alle variazioni dell'indice del costo della vita, vale a dire l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie. La stima attuale contenuta nel Documento programmatico di finanza pubblica per il 2026 è dell'1,6%. Ecco dunque un'anticipazione con la simulazione di come dovrebbero cambiare gli importi.

Se il decreto interministeriale atteso per metà novembre dovesse confermare che la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni è determinata in misura pari a +1,6%, ecco come cambieranno dal 1° gennaio 2026 i valori del trattamento minimo delle pensioni per lavoratori dipendenti e quelli autonomi.

A cosa serve

Bisogna tenere in considerazione che l’importo del trattamento minimo viene preso a base anche per l’individuazione dei limiti di riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito per il medesimo anno 2025.