Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 13:06
Oltre a incassare decine di milioni di contributi pubblici girati a comprare un patrimonio immobiliare da 6 milioni per la propria famiglia, secondo alcune segnalazioni Daniele Nembrini avrebbe rastrellato almeno un milione e mezzo l’anno dalle famiglie degli iscritti ai suoi corsi di formazione professionale, in barba alle norme regionali sui contributi pubblici. E la sua famiglia si sarebbe gratificata con una girandola di viaggi e vacanze pagate dalle “Opere di bene” con i fondi pubblici. Continua a riservare sorprese l’affaire della formazione professionale a Bergamo, gestita per oltre un quindicennio da Daniele Nembrini con l’utilizzo di fondi pubblici spesso finiti per spesare lussi privati. Dai documenti raccolti nelle perquisizioni della Guardia di Finanza di Milano emergono particolari sconcertanti su possibili violazioni delle regole alle quali era condizionata l’erogazione dei contributi della Regione Lombardia, che insieme ai finanziamenti del Pnrr e dell’Anpal Servizi è stata per anni la fonte di parte della raccolta delle “Opere” dell’imprenditore vicino alla Curia di Bergamo e a CL. Talmente vicino che nel 2012 Nembrini, indicato come “Formigoniano Doc” ed “esperto conoscitore dei meandri della Regione Lombardia”, veniva segnalato tra gli amministratori di un fondo da 300 milioni in cui sarebbero confluiti molti immobili della Diocesi. Il manager dal 3 luglio 2024 è indagato insieme ad altre 11 persone dai pubblici ministeri Emanuele Marchisio e Silvia Marchina, coordinati dal procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, per vari reati tra i quali malversazione, falsi in atti e bilanci delle Fondazioni San Michele Arcangelo e Ikaros, cariche che ha lasciato lo scorso anno.






