I numeri, come sempre, possono prestarsi a più letture. Eppure il segnale c’è. Alcune delle principali voci delle spese detraibili fanno segnare un aumento. Dalla salute all’istruzione, dallo sport dei figli agli interessi sui mutui, i contribuenti italiani hanno speso di più nel 2024 rispetto al 2023. A testimoniarlo sono le prime evidenze elaborate dalla Consulta dei Caf (l’associazione che riunisce i centri di assistenza fiscale) attraverso un’analisi comparata su un campione rappresentativo di contribuenti che hanno già presentato il modello 730 (dichiarazione 2025 sull’anno d’imposta 2024) presso i Caf aderenti entro fine luglio, facendo un confronto rispetto alla stessa platea nell’anno precedente (dichiarazione 2024 sull’anno d’imposta 2023). Un monitoraggio del polso della situazione mentre la campagna dichiarativa è ancora in corso, considerando che il termine dell’invio del 730 sia per chi si rivolge ai Caf sia per chi sceglie la trasmissione fai da te con la precompilata scadrà il prossimo 30 settembre. Ma sono almeno due le linee di tendenza che possono emergere: maggiore attenzione verso alcuni tipi di spese e maggiori costi sostenuti.
Le spese per cure e farmaci
In primo luogo va precisato che il focus dell’analisi si è concentrato sugli oneri per cui è prevista prevalentemente la detrazione del 19 per cento. In particolare, nello studio messo a punto dalla Consulta, la spesa media per le cure sanitarieha registrato un aumento medio del 4,3% passando da una media di spesa di 1.112,56 euro a contribuente nel 2024 a 1.160,19 euro nel 2025. Secondo la lettura della Consulta dei Caf, può essere intravisto in questa dinamica il segnale dell’impegno delle famiglie nella tutela della salute, anche a fronte dell’aumento del costo dei servizi e del ricorso alle prestazioni mediche private.






