Le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile compiono venticinque anni. Un anniversario che non si limita a guardare indietro, ma che sceglie di rilanciare. Perché vivere non è sopravvivere, e oggi la posta in gioco è più alta che mai: la libertà. Non la libertà ridotta a slogan, non la libertà come difesa di confini o come sterile possibilità di scelta tra alternative già preconfezionate. La libertà che serve è più radicale, più coraggiosa, più generativa: la libertà per.

Per cosa siamo liberi? È la domanda che percorre questa edizione speciale e che non ammette scorciatoie. In un tempo segnato da sfiducia e frammentazione, in cui la paura alimenta chiusure e la retorica della sicurezza riduce il futuro a gestione dell’esistente, la società civile organizzata rischia di smarrirsi: troppo spesso ridotta a contenitore di bisogni, più gestore che imprenditore, più prestazionale che politico. Eppure la sua forza originaria non è mai stata quella di amministrare capitolati, ma di generare desideri, di aprire orizzonti, di immaginare comunità nuove. Le grandi riforme sociali non sono nate da gare d’appalto, ma da un sogno condiviso che ha saputo tradursi in istituzioni, diritti e politiche.