In poco più di otto mesi, dall’inizio dell’anno a metà settembre, nel nostro Paese sono andati in fumo 890 chilometri quadrati di aree boschive (per visualizzarlo, si può pensare a una superficie grande due volte e mezzo il lago di Garda). In tutto, secondo i dati dell’European Forest Fire Information System sono stati rilevati circa 1600 grandi incendi boschivi (quasi il 40% ha riguardato aree protette in gran parte incluse nella Rete Natura). E questo, assieme al 2023, è il peggiore risultato negli ultimi 4 anni, sia in termini di superficie complessiva bruciata, sia per impatto sugli ecosistemi forestali. Sono andate perse superfici di macchia mediterranea, boschi di leccio e sughera, querceti, foreste di conifere in sedici regioni. Sicilia, Calabria, Puglia e Campania sono le più colpite, tutte assieme contribuiscono per l’85% alle aree totali bruciate a scala nazionale.