“Un TUSSarai mica te a rubarci il lavoro”. “Col salario minimo fate campagna elettorale ma qui per 150 famiglie finisce male”. Sono due degli striscioni, con tocchi gustosi di vernacolo, che hanno accompagnato la prima protesta delle golf car, caddy e risciò che dir si voglia, andata in scena l’altro giorno in Piazza della Signoria a Firenze. Poco meno di un centinaio di operatori dei trasporti turistici con decine di golf car schierate a ventaglio, hanno manifestato sotto Palazzo Vecchio, contestando le norme che entreranno in vigore da mercoledì 15 ottobre per limitare i troppi veicoli ‘particolari’, dedicati ai turisti in città.

Le nuove norme La giunta guidata dalla sindaca Sara Funaro ha fissato il tetto di 24 veicoli in strada contemporaneamente, stabilendo due soli percorsi dai quali non si potrà deviare, per lungarno Vespucci e Piazzale Michelangelo, senza fermate intermedie. Ogni agenzia turistica potrà avere non più di tre permessi per i caddy, mentre oggi ci sono agenzie che hanno anche una ventina di veicoli particolari, che circolano nel centro storico di Firenze, area patrimonio Unesco. Le nuove norme prevedono anche sanzioni per chi trasgredisce. Il braccio di ferro Lo scontro tra Comune e operatori sta salendo di livello, i gestori dei caddy hanno annunciato battaglie anche legali. “Presenteremo ricorso al Tar e siamo pronti a bloccare la città dal 15 ottobre con altre iniziative di protesta” hanno annunciato i rappresentanti delle agenzie turistiche. Che se la prendono anche con il click day voluto da Palazzo Vecchio: dalle 9 di mercoledì partirà la corsa ai permessi, tramite documentazione da inviare via Pec al Comune. I nulla osta saranno assegnati a chi ‘cliccherà’ per primo, fino a esaurimento quote. “Ma che criterio è? Non si sa chi decide e come, non c’è nessuna trasparenza - è l’attacco di Augusto Niccolai, presidente del Consorzio Green Go Italia e portavoce dei tour operator e delle agenzie turistiche -. Abbiamo dato mandato ai legali per presentare ricorsi, quelle norme cancelleranno di fatto il servizio di trasporto turistico in città. Dal 15 ottobre più di 100 persone rischiano di perdere lavoro e stipendio, eppure il Comune non ha mostrato nessuna apertura verso le nostre proposte”. Il Comune: “Andiamo avanti” Jacopo Vicini, assessore fiorentino al turismo e alle attività produttive, ha ricevuto una delegazione dei contestatori, ma non fa nessun passo indietro né apre spiragli. “Andiamo avanti, la nostra priorità è rendere Firenze più vivibile, dare un ordine al caos dei caddy e risciò che non portano valore aggiunto al turismo, e garantire nel contempo sicurezza ai turisti che visitano la città a piedi. Il click day ci sarà con le condizioni previste, il 15 ottobre dalle 9 alle 13 e i limiti al trasporto turistico non saranno modificati. Siamo consapevoli che la scelta dell’amministrazione avrà un impatto sul fatturato di alcune aziende e che qualche operatore stagionale rischierà il posto. Possiamo dialogare sul supporto di iniziative turistiche diverse fuori dall’area Unesco. Ma i ricorsi al Tar - è la conclusione dell’assessore Vicini - non ci spaventano. Siamo convinti che le delibere siano legittime, ci sono sentenze e la legge regionale che le supportano. Confido nel buon senso di tutti, spero che il 15 ottobre non ci siano proteste eccessive e fuori legge”.