La “consolazione” è di non essere la regione con l’aumento maggiore. Tuttavia, il Friuli Venezia Giulia ha chiuso il 2024 con una crescita pari al 31% dei reati consumati ai danni dei minori rispetto all’anno precedente.

I pericoli maggiori sono vissuti in famiglia, tanto che sui 215 reati segnalati (erano 164 nel 2023), sono ben 103 i maltrattamenti in famiglia. Le vittime, oltreché ad essere minorenni, sono soprattutto bambine e ragazze: esse rappresentano, infatti, il 72% dei minori su cui è usata violenza. E nei loro confronti i reati sono soprattutto a sfondo sessuale. I dati, elaborati dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale Polizia criminale, sono stati resti noti dalla Fondazione Terre des Hommes alla Presidenza del Consiglio dei ministri in occasione della presentazione del Dossier indifesa «La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo 2025» e a ridosso della Giornata internazionale delle bambine che si celebra l’11 ottobre.

In linea con la tendenza nazionale, in regione si evidenzia anche l’aumento dei reati connessi con il digitale: detenzione di materiale pornografico e pornografia minorile sono, infatti due fattispecie di reato con l’aumento maggiore. La prima è triplicata, passando da 1 a 3, la seconda è raddoppiata, passando da 4 a 8 casi. I maltrattamenti in famiglia, quasi la metà dei reati censiti (103 su 215) sono aumentati addirittura del 63% rispetto a un anno fa. Un fenomeno, nel suo complesso, che è in espansione in tutta Italia, posto che l’anno scorso si è avuta una crescita complessiva del 4%, per 7.204 reati in cifra assoluta. Su base decennale, l’incremento è ben più sostenuto, cioè del 35 per cento.