Ha inventato il casco d’oro di Caterina Caselli, il carrè di Raffaella Carrà, le chiome geometriche di Monica Vitti e Franca Valeri. Si è spento il 3 ottobre 2025 a 90 anni, nella sua casa di Hammamet, Bruno Vergottini, l’ultimo erede di una dinastia che ha fatto la storia dello stile italiano. Con i fratelli Celeste e Lina, aveva portato negli anni ’60 una ventata di modernità tra i saloni di Milano, trasformando via Montenapoleone in un salotto dove la moda si creava con le forbici, non con ago e filo.
Era l’epoca delle dive e dei tagli iconici: lo stile Vergottini, ricorda la storica pubblicazione Estetica, divenne sinonimo di libertà e femminilità moderna: una moda “senza tessuti”, fatta di linee, volumi e personalità.
Il nome Vergottini varcò presto i confini italiani. Londra, Parigi, New York parlarono di quei tagli scolpiti con precisione e audacia. Il Daily Mirror li definì “i migliori parrucchieri del mondo”.
Bruno non fu solo un artista delle forbici. Amava la fotografia, la cucina — di cui scrisse come critico per Il Messaggero — e i viaggi, che alimentavano la sua curiosità instancabile. “Negli ultimi anni – ricorda ancora la figlia – si dedicava ai fornelli come un tempo ai capelli: con passione e senso del bello.”







