Ferrari svela il suo piano strategico che punta a 9 miliardi di ricavi nel 2030, con 4,7 miliardi di investimenti nei cinque anni, e mostra a oltre 300 media e investitori alcuni dettagli della sua prima vettura elettrica, la novità più attesa. I target finanziari indicati al capital Markets Day a Maranello deludono però gli investitori che si aspettavano stime più alte e il titolo crolla in Borsa. Le azioni lasciano sul campo il 15,41% a 354 euro ritornando sui livelli del febbraio del 2024 e segnando il più forte calo dalla quotazione nel gennaio del 2016.
"Penso che il mercato si aspettasse ricavi più alti, ma l'importante è che rispettiamo gli obiettivi. Non possiamo vincolarci a target che non siamo in grado di raggiungere. Dobbiamo essere prudenti", commenta l'amministratore delegato Benedetto Vigna. La protagonista della giornata è la Ferrari elettrica che si vedrà integralmente entro la prima metà del 2026, ma comincia a prendere forma: avrà quattro porte e quattro posti, quattro motori elettrici, una super batteria con un'autonomia dichiarata di oltre 530 chilometri e una velocità massima di 310 chilometri orari. Non si può ancora sentire il rumore che fa, ma ingegneri e tecnici stanno mettendo il massimo impegno su questo aspetto che non è affatto secondario per una supersportiva.










