“Grande Pompei è un’idea, è il grande territorio che circonda l’antico centro urbano di Pompei, un grande museo diffuso, ma è anche un modo di intendere l’archeologia che ci indica una strada inclusiva, che abbracci il racconto delle sacche più povere della città, della sua sostenibilità attraverso i millenni”. Il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, usa parole importanti per raccontare la nuova opera di Repubblica, per l'appunto “Grande Pompei”, due volumi in edicola gratis con il giornale sabato 11 e domenica 12 ottobre.

A Castellammare di Stabia la cultura e l’archeologia richiamano il grande pubblico: per la presentazione ufficiale, moderata da Antonio Ferrara e aperta da un intervento delresponsabile della redazione partenopea di Repubblica, Ottavio Ragone - che ha sottolineato il significato profondo dell'operazione editoriale, in linea con le altre pubblicazioni della collana VentiTrenta - è gremitissima la sala conferenze della Reggia di Quisisana. Un edificio che già racchiude di suo una grande storia, da rudere – per decenni – a esempio di rinascita, con lo straordinario museo archeologico di Stabiae che oggi espone – esaltandoli con un approccio multimediale - più di 500 reperti e importanti affreschi.“L’’opera realizzata insieme con Repubblica – spiega ancora Zuchtriegel - rafforza la nostra idea di rendere comprensibile il valore storico di questi luoghi, ampliando l'orizzonte rispetto alla sola, straordinaria città di Pompei. Così, nel mio saggio introduttivo racconto - attraverso l'espediente di una passeggiata immaginaria - la bellezza e le contraddizioni, la Villa dei Misteri come la schiavitù e la violenza, che pure si annidavano in alcuni angoli di quella che è stata la Grande Pompei”.Nel pubblico, tra gli altri, i sindaci di Torre Annunziata, Boscoreale, Terzigno, Casola, Pimonte e Lettere: tutti presenti, è questa la Grande Pompei.