Mentre il Campidoglio insegue il sogno del Tevere balneabile entro cinque anni, inizia a prendere forma il progetto della Regione Lazio per rendere il «Biondo» navigabile. Come anticipato da Il Tempo, alla base dell’operazione c’è l’ipotesi di dare vita a «un canale di navigazione discontinuo e costituito da più tratte», tenendo conto sia della morfologia del fiume che dei limiti ingegneristici e urbanistici, e sono già state individuate le prime, possibili quattro sezioni navigabili, dal litorale a Castel Giubileo. Un disegno di cui ieri sono stati forniti maggiori dettagli durante il convegno «Tevere, via navigabile», che si è tenuto nella sede WeGil, a Trastevere, alla presenza dell’assessore regionale al Demanio, Fabrizio Ghera, che sta gestendo il dossier. Nel corso dell’incontro, si è fatta chiarezza sui lotti funzionali in cui si pensa che possa essere suddivisa la grande «via navigabile» della Capitale. La prima tratta individuata partirebbe dal mare e finirebbe a Magliana, con possibile approdo all’altezza della stazione metro Marconi. La seconda, invece, includerebbe il «segmento» che va da Magliana a Porto di Ripa Grande.