“C’è grande paura delle conseguenze dello svuotamento delle prigioni e del rilascio della prossima generazione di leader del terrore, che farà di tutto per continuare a versare fiumi di sangue ebraico, Dio non voglia. Solo per questo motivo, non possiamo unirci a festeggiamenti miopi o votare a favore dell’accordo”. Mentre Israele, in particolare le famiglie degli ostaggi, e i palestinesi accolgono con favore l’intesa sul piano di pace, a reagire in senso contrario è il ministro delle Finanze ed esponente dell’estrema destra israeliana, Bezalel Smotrich, che ha fatto sapere non voterà a favore dell’accordo sulla base del piano in 20 punti proposto da Donald Trump. Smotrich, insieme al ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, compone l’ala più estremista dell’esecutivo guidato da Netanyahu. La sua è una reazione ampiamente annunciata: già nei giorni scorsi, quando le parti erano al lavoro per finalizzare il testo, era chiaro che i due esponenti nazionalisti si sarebbero detti contrari. In ogni caso, il via libera rinsalda Netanyahu e l’eventuale estromissione dal governo dell’estrema destra verrebbe compensata dal sostegno dell’opposizione. Da non dimenticare, poi, l’incoraggiamento del presidente israeliano Herzog, che già nei giorni scorsi aveva dichiarato di considerare l’ipotesi della grazia per il premier nel processo per corruzione (è imputato per tre casi, ma nega qualsiasi illecito e sostiene che tutte le accuse siano state inventate durante un colpo di stato politico guidato dalla polizia e dalla procura di Stato, ndr). Di fatto, un’offerta di garanzie al capo del governo.
Smotrich contro l'accordo di pace per Gaza: "Non voterò il piano Trump"
Il ministro israeliano di estrema destra teme il rilascio dei prigionieri mentre palestinesi e famiglie degli ostaggi accolgono l'intesa









