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Angela Cotticelli

Ingestione rapida di latte o aria, masticazione veloce, gonfiore dello stomaco, alimenti piccanti e bevande gassate sono tra i fattori scatenanti. Un fenomeno fisiologico che deve preoccupare solo in rari casi. La pediatra spiega quali

Il singhiozzo è un fenomeno comune, che nella maggioranza dei casi rappresenta un semplice sintomo transitorio e non una patologia. Solo in circostanze particolari, quando si prolunga nel tempo o si accompagna ad altri segnali di allarme, può diventare indice di condizioni cliniche serie. Maria Rosaria Marchili, responsabile struttura semplice Pediatria ad alta complessità assistenziale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù tranquillizza mamma e papà.

Che cos’è«Si tratta di una contrazione involontaria e ripetuta del diaframma, il muscolo che separa il torace dall’addome – spiega Maria Rosaria Marchili -. A ogni contrazione segue una chiusura improvvisa della glottide che determina il caratteristico suono, il cosiddetto "hic”. La frequenza degli episodi può raggiungere anche venti contrazioni al minuto. Il singhiozzo è noto fin dall’antichità: il termine latino singultus indicava la produzione di questo suono ritmico. È documentato già durante la vita fetale, a partire dal terzo mese di gestazione, sotto forma di piccoli scatti ritmici, probabilmente legati alla stimolazione delle strutture nervose che regolano la contrazione del diaframma. Il circuito neurologico coinvolge principalmente il nervo frenico e il nervo vago, che trasmettono gli stimoli responsabili dell’innesco del fenomeno».