di
Teresa Cioffi
La società ha investito 12 milioni di euro nel nuovo quartier generale. Il ceo Sburlati: «Cerchiamo sarti sul territorio, che abbiano voglia di unirsi a questa avventura. Tutto ciò accade in completa controtendenza con il mercato»
In origine c’erano l’idea, il cartamodello e file di macchine da cucire. Ora resta l’idea, che è quella degli stilisti delle maggiori case del fashion luxury. Resta il cartamodello, che però diventa materia degli ingegneri della moda. E, a dire il vero, restano anche le macchine da cucire perché l’artigianato di eccellenza continua a rappresentare la forza del made in Italy. Ma tutto questo si rivoluziona tra nuove tecnologie e nuove visioni, e succede soprattutto nel nuovo stabilimento di Pattern.
A CollegnoIl gruppo, leader nella progettazione, ingegneria e produzione di capi sfilata ha inaugurato il suo headquarter. Si tratta di uno stabilimento, in un’area compresa da 22 mila metri quadrati, sempre a Collegno, che il gruppo si è regalato dopo venticinque anni di attività con un investimento da 12 milioni di euro. Nella nuova sede si è trasferita la progettazione e la produzione dei capi destinati a sfilare sulle passerelle dei più importanti brand di alta moda. Tutto ciò che, insomma, si realizzava nell’ex impianto industriale poi venduto a Burberry, insieme a un know-how nell’outerwear e nei capispalla.






