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Il tribunale di Trapani ha sospeso il fermo della nave Mediterranea, accogliendo il ricorso dell’ONG che la gestisce, Mediterranea Saving Humans. A inizio settembre la nave era stata posta sotto fermo amministrativo per due mesi dal ministero dell’Interno perché a fine agosto aveva disobbedito agli ordini del ministero e aveva fatto sbarcare 10 persone migranti soccorse in mare a Trapani, in Sicilia, anziché a Genova, come le era stato indicato. L’ONG era stata inoltre multata per 10mila euro.
La decisione del tribunale è notevole perché va contro le regole per il soccorso in mare dei migranti, che l’attuale governo aveva modificato pochi mesi dopo essere entrato in carica.
Dal 2023 infatti la legge italiana obbliga le navi che soccorrono persone in mare a comunicarlo alle autorità e a raggiungere il porto assegnato, che spesso, come in questo caso, è molto distante. La nave Mediterranea si trovava a 600 miglia nautiche e tre giorni di viaggio da Genova. Il Capo missione Beppe Caccia aveva detto di aver attraccato a Trapani perché le 10 persone soccorse necessitavano di urgenti cure mediche e psicologiche. Prima di farlo Mediterranea aveva più volte insistito per avere un porto di sbarco più vicino senza che il ministero cambiasse idea.








