Caricamento player

In questi giorni in Spagna si parla moltissimo di una possibile fusione bancaria, che oltre a grosse implicazioni economiche ne ha anche di politiche. L’operazione riguarda la seconda e la quarta banca del paese, rispettivamente BBVA e Banco Sabadell, la principale della Catalogna. L’eventualità che una banca come Sabadell, nata e molto radicata in una regione con storiche istanze indipendentiste, sia acquistata da un grosso gruppo multinazionale con sede a Madrid ha caricato l’operazione di significati simbolici, anche perché i dirigenti di Sabadell non ne vogliono sapere e il governo si è timidamente schierato con loro. Peraltro ci siamo quasi: l’Offerta pubblica di scambio (OPSC) di BBVA scade venerdì.

Una OPSC prevede uno scambio di azioni, come suggerisce il nome, e funziona solo se gli azionisti della banca “obiettivo” aderiscono all’offerta, quindi accettano diventando così azionisti dell’altra banca: per farlo devono ritenere sia che lo scambio sia profittevole (quindi che guadagneranno azioni per un valore superiore a quelle che hanno già), sia che diventare azionisti dell’altra banca sia una buona idea per il futuro (quindi credere per esempio alle sue prospettive di crescita e al suo modello di business).