Roma, 8 ott. (askanews) – Mesi di suspense, appuntamenti convocati e poi saltati, vertici negati, schiere di pretendenti, risentimenti personali e scuse pubbliche. In pratica tutti gli ingredienti per una telenovela perfetta. E oggi il centrodestra, di fatto al fotofinish, è riuscita finalmente a scriverne il capitolo finale. Dunque, a due settimane dalla data di consegna delle liste, a margine di un incontro sulla manovra, è stata trovata la quadra sui candidati presidenti per il secondo round di regionali che si terranno il 23-24 novembre.
Dopo settimane di braccio di ferro con Fratelli d’Italia, in Veneto la spunta la Lega che schiera il vice segretario, Alberto Stefani, sin dall’inizio ‘sponsorizzato’ da Matteo Salvini. In Campania, dopo uno scontro aperto tra i meloniani e Forza Italia che si è ricomposto solo oggi, ad avere la meglio è il viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli. In Puglia, probabilmente al più ostica delle prossime sfide, ci si affida a un civico, l’imprenditore ed ex presidente della Fiera del Levante, Luigi Lobuono.
Per tutto il tempo, la partita più delicata è stata quella del Veneto. Giorgia Meloni aveva chiaramente detto già mesi fa agli alleati che, essendo il primo partito, non si poteva negare a Fdi il diritto di governare una delle grandi regioni del Nord. I riflettori erano stati immediatamente puntati su palazzo Balbi, soprattutto dopo lo stop definitivo al terzo mandato e dunque l’inevitabile fine dell’era di Luca Zaia (che comunque sarà capolista ovunque per la Lega). Ma mollarla per Matteo Salvini significava alimentare uno scontro rischiosissimo con la Liga Veneta, con conseguente indebolimento della sua leadership.











