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Francesca Basso

La Groenlandia ospite a Strasburgo: una risposta alle minacce di Trump

STRASBURGO - Il messaggio è quello già lanciato a Copenaghen la scorsa settimana: «Questa è una guerra ibrida e dobbiamo prenderla molto sul serio». La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen parla davanti alla plenaria del Parlamento europeo riunita a Strasburgo. Oggi gli eurodeputati voteranno una mozione su una «risposta unita alle recenti violazioni russe dello spazio aereo e delle infrastrutture critiche degli Stati membri dell’Ue», che include anche il muro di droni su cui si sono divisi i Paesi Ue. I partiti filorussi non potranno nascondersi.

Il viaggio da NuukPoco dopo è intervenuto il primo ministro della Groenlandia Jens-Frederik Nielsen, per la prima volta a Strasburgo. Grazie alla presidenza danese ha partecipato anche alla Comunità politica europea la scorsa settimana a Copenaghen. Un tentativo di rafforzare i legami tra Nuuk e l’Unione europa, di cui la Groenlandia non fa parte, dopo le minacce del presidente Usa Donald Trump di farla diventare il 51esimo Stato a stelle e strisce. Il mondo è cambiato e gli interventi di ieri a Strasburgo lo testimoniano. L’Unione europea deve adattarsi alla nuova realtà. Nielsen ha detto che «al momento» la Groenlandia non ha in programma di diventare parte dell’Unione europea, ma sicuramente «non intende diventare parte di un altro Paese»: «Ciò che cerchiamo sono solide partnership basate sul rispetto reciproco». Nielsen non ha mai nominato gli Usa, ma il riferimento era evidente.