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Amplifon

Il 'Progetto Ciao!' della Fondazione Amplifon arriva anche in Spagna. L'iniziativa, nata in Italia nel 2020, durante la pandemia, punta a creare occasioni di socialità e intrattenimento per gli anziani ospiti delle case di riposo. Sfruttando sistemi di video-conferenza, i pazienti possono parlare a distanza con le persone care ma anche seguire attività da remoto come lezioni di yoga, concerti, viaggi virtuali, arte terapia o incontri con personaggi famosi. "L'esigenza che abbiamo sentito - racconta Maria Cristina Ferradini, Consigliera Delegata di Fondazione Amplifon -, era quella di sostenere e aiutare gli anziani a riconnettersi con le loro famiglie. Il progetto, poi, è andato ben oltre la pandemia. E da mero strumento di connessione è diventato progressivamente uno strumento di intrattenimento. Nel corso del tempo sono state aggiunte tutta una serie di attività che oggi trasmettiamo in quasi 300 rsa”. Il progetto ha riscontrato l'apprezzamento da parte degli ospiti delle strutture italiane da cui era partito e per questo, dal 2023, Fondazione Amplifon ha iniziato a estendere l’iniziativa anche a livello internazionale e oggi coinvolge circa 28.000 anziani in oltre 280 strutture di sei paesi: Italia, Australia, Francia, Portogallo, Svizzera e, appunto, Spagna. "In Europa - prosegue Ferradini - abbiamo iniziato con un progetto pilota in Portogallo, dove oggi coinvolgiamo otto strutture. Poi siamo arrivati in cinque Rsa della Francia, in Svizzera e ora in Spagna". In Spagna, 'Ciao!' si avvale della collaborazione con Fundación Gaes Solidaria, fondazione che fa capo al marchio Gaes con il quale il gruppo Amplifon è attivo nel Paese, dove l'iniziativa coinvolge più di 200 ospiti di due rsa di Barcellona: la Residenza Vallbona nell’omonimo quartiere e la Residenza Jaume Batlle nel quartiere Poblenou, entrambe gestite da Fundació Pere Mata, ente del terzo settore catalano che dal 1999 che si occupa di assistere oltre 1.000 persone fragili tra anziani, persone con disabilità o disturbi mentali. Un progetto "emozionante" che era nato per rispondere a un bisogno di socialità: "Nel tempo abbiamo imparato a conoscere gli anziani, che sono persone vive che hanno passioni e desideri. Da progetto digitale - conclude Ferradini - , è diventata un'iniziativa che mette al centro la relazione umana, anche grazie alle attività di volontariato delle persone del Gruppo Amplifon”.