Subito una premessa: in casa Milan non è scoppiato il ‘caso’ Leao. Ma che sia il tema principale della settimana, questo sì. E parte da un presupposto: la stima che di lui ha Allegri, intenzionato a ritagliargli un ruolo specifico all’interno della squadra (punta nel 3-5-2, per esempio, o esterno più largo in caso di attacco a tre). Ma ‘stima’ non vuol dire per forza ‘coccola’. Vuol dire anche rimprovero. Confronto duro. Ed è quello che l’allenatore rossonero ha voluto fare dopo la partita contro la Juventus. Perché Leao ha giocato al di sotto delle sue aspettative, gettando al vento almeno due occasioni per portare in vantaggio la squadra. Un vantaggio che, in ottica classifica, sarebbe stato fondamentale.
Già durante la partita contro i bianconeri, Allegri più volte aveva manifestato a Leao la voglia di vederlo grintoso, cattivo. E dopo la gara, secondo quanto riferito da Sky Sport, c’è stato un confronto molto vivace tra i due nello spogliatoio. Confronto o rimprovero, che dir si voglia, non tanto per i gol mangiati, quanto per l’atteggiamento mostrato in campo. Giudicato non adeguato rispetto all’importanza della partita. Fosse anche solo per la postura, per le espressioni in campo (letteralmente, quelle del volto) o per l’aggressività: Allegri al portoghese ha immediatamente chiesto di più, pur essendo consapevole che i 40 giorni di stop forzato per infortunio abbiano influito molto sia sulla preparazione, sia naturalmente sulla condizione fisica.








