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Torino, 8 ott. (askanews) – Se si vuole capire la fotografia contemporanea, il modo in cui è entrata a pieno titolo nella scena dell’arte di oggi, non si può prescindere dal lavoro di Jeff Wall, un artista che ha ridefinito lo stesso medium attraverso un lavoro poderoso sulla costruzione dell’immagine e, per estensione della realtà. Le gallerie d’Italia di Torino gli dedicano oggi una importante retrospettiva. “Penso che la fotografia – ha detto Jeff Wall ad askanews – sia un evento, perché accade, deve accadere: ha ragione Susan Sontag, la fotografia è un evento in sé. Anzi è la fusione di due eventi: l’evento che vogliamo vedere e l’evento della sua realizzazione”.
Le fotografie di Jeff Wall, spesso retroilluminate, sono dei dispositivi artistici che ricreano il mondo alla perfezione, che giocano sulla quasi totale aderenza tra l’immagine e la nostra esperienza, eppure sono il frutto di un enorme lavoro di costruzione, per arrivare a definire la nuova naturalezza di ogni gesto. E “gesto” è una delle parole chiave per capire il suo lavoro. “Il gesto umano – ha aggiunto il fotografo canadese – non è nuovo, solo continua ad apparire in contesti nuovi. Molte delle cose che mi interessano nelle mie fotografie non sono cose nuove, potrebbero essere accadute in qualunque epoca. Il loro elemento di novità per me sta nel fatto che accadono ancora in uno specifico momento e io cerco di ricreare e catturare quel momento”.






