Anfore, coppe, statuette votive, sculture in terracotta e bronzo e tanto altro. Sono in tutto 254 i reperti archeologici restituiti oggi, 7 ottobre, alla Soprintendenza archeologia (Ministero della cultura). Si tratta di pezzi d’antiquariato di provenienza apula, umbra, etrusca, messapica e romana, che si trovavano in un appartamento a Torino. Già nel 1991 erano stati oggetto di sequestro a seguito di un’attività investigativa inerente scavi clandestini in Toscana, ma la morte del proprietario ha interrotto le indagini e i reperti sono rimasti dov’erano. Soltanto nel 2024 gli eredi del defunto, che risultavano ancora custodi giudiziari dei pezzi, hanno contattato le autorità per la loro restituzione. L’intervento del Nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Torino e dell’Avvocatura distrettuale dello Stato ha potuto constatare la presenza dei reperti, ancora in buono stato di conservazione, in una casa di Torino. Gli eredi hanno collaborato con le forze dell’ordine, consegnando spontaneamente i loro possessi, senza pretendere risarcimenti e rinunciando a future azioni giudiziarie di rivendica, consci del loro valore storico e culturale. Martedì 7 ottobre si è svolta la cerimonia di restituzione presso il Palazzo Chiablese, quando finalmente i reperti sono stati restituiti al patrimonio culturale nazionale. Da questo momento il patrimonio recuperato potrà essere fruito anche dalla cittadinanza.