La seconda gravidanza “l’ho cercata perché la prima era andata male”. Sono le dichiarazioni di Chiara Petrolini, la ragazza accusata dalla procura di Parma di aver partorito, ucciso e seppellito i figli appena nati, agli psichiatri nominati dalla Procura di Parma, Mario Amore e Domenico Berardi. I colloqui tra i consulenti e la 22enne, sotto processo davanti ai giudici della Corte d’assise di Bologna per duplice omicidio premeditato e soppressione di entrambi i cadaveri, emergono dalla nota tecnica elaborata dal Reparto analisi criminologiche del Racis (Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche) di Roma, di cui lunedì ha parlato al processo la colonnella Anna Bonifazi.

Alcuni estratti della consulenza, realizzata durante le indagini, sono stati pubblicati dalla Gazzetta di Parma. Sul secondo parto, avvenuto in casa in completa solitudine come il primo, Chiara riferì agli specialisti: “Pensavo fosse andato tutto bene in realtà… poi quando ho ripreso i sensi non respirava più… la causa della morte è stato proprio il taglio del cordone, ma io non ero informata, non avevo chiesto a nessuno” ha sostenuto la ragazza che, secondo gli inquirenti di Parma, aveva fatto diverse ricerche sul web anche su “come partorire una seconda volta”. Il secondogenito venne seppellito in giardino, a poca distanza dal fratello, nato un anno prima. Quando lo psichiatra chiede se ci fosse inconsciamente la volontà di farsi scoprire, visto che gli scavi erano poco profondi, la ragazza replica: “No, perché io non pensavo di aver fatto niente di male…di sbagliato”. La Corte di assise nel frattempo ha disposto una perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere dell’imputata, in corso di svolgimento.