“Abbiamo preparato le borse. Anche se siamo distanti da Gaza, stiamo facendo una manovra per tornare indietro. Stiamo cercando di allargarci e di andare verso l’Egitto. Stanotte potremmo essere intercettati”. L’ultimo messaggio audio di Vincenzo Fullone, risale alla tarda serata di ieri. Poco dopo la Conscience, la “nave medica” che fa da ammiraglia nella missione congiunta di Freedom Flotilla Coalition e Thousand Madleens to Gaza, è stata abbordata dai commando israeliani, ultima delle 9 imbarcazioni della spedizione.
Tutto è iniziato attorno alle 3.45, a 120 miglia dalla Striscia dove era diretta, nelle acque internazionali antistanti a Port Said, in Egitto. “Sono stati velocissimi – racconta al Fatto Michele Borgia, portavoce di Freedom Flotilla Italia -. Hanno prima intercettato le 8 barche a vela di Thousand Madleens. Essendo più piccole navigavano davanti alla Conscience, che è una nave da 68 metri, per non prenderne l’onda. Sono arrivati su almeno otto imbarcazioni militari a luci spente, i motori al minimo o forse elettrici, e le hanno assaltate”. Le prima tre sono state Gaza Sunbird, Alaa Al-Najjar e Anas Al-Sharif. Poi è stata la volta di Abd Elkarim Eid, Leïla Khaled, Milad, Soul of My Soul e Um Saad. In appena un’ora erano tutte nelle mani dell’esercito israeliano.








