di

Ida Palisi

In un video aveva raccontato le sue sofferenze attraverso la voce della sorella: «Chiedo solo umanità». Ora, se vorrà, potrà porvi fine perché secondo la Asl «ha i requisiti necessari previsti dalla sentenza Cappato»

«Dopo mesi di attesa e di battaglie, il Comitato etico ha espresso parere favorevole alla mia richiesta. Non ci sono parole adatte a descrivere il mio stato d’animo, ma proverò a rendere l’idea. Quando ho letto le parole “parere favorevole”, ho sentito letteralmente un peso scivolare dalle mie spalle. La Sla ha perso, io ho vinto».

Aveva chiesto “solo umanità” e alla fine l’ha ottenuta Ada, l’operatrice socio sanitaria della provincia di Napoli affetta da Sla che si era rivolta all’ associazione Luca Coscioni per ottenere il diritto al suicidio assistito. Quarantaquattro anni e il coraggio di chi, il dolore, l’ha visto da vicino: Ada si è consumata in poco più di otto mesi per la Sla e si era esposta in un video, affidando alla voce della sorella Celeste la sua storia e le sue richieste.