Sullo stesso argomento:

a

Lo Stato di Diritto a giorni alterni. L’immunità, un orribile sopruso il lunedì e trasformarsi, come per magia, nella naturale e doverosa garanzia per chi svolge attività politica il giovedì.

La sinistra italiana si conferma la quintessenza dell’ipocrisia e del doppiopesismo. Dopo aver gridato allo scandalo per anni contro quei parlamentari stanchi di essere messi sul banco degli imputati dalle toghe rosse nostrane, ieri hanno votato in massa ed esultato (manco si fosse stati in una curva) al voto su Ilaria Salis. La donna che occupava le case (altrui) si è salvata per un solo, misero consenso. Non verrà processata in Ungheria e nella rive gauche della politica italiana c’è chi considera questo un passaggio importante, significativo, ma, soprattutto positivo. Il motivo? È presto detto: Ilaria Salis è accusata di aver aggredito un militante di destra e quindi, nella grottesca visione dei progressisti, avrebbe compiuto un reato minore per alcuni, ha assoluto ad un atto di «giustizia» per altri. Senza dimenticare che Budapest e dintorni è governata da quel cattivone di Victor Orban, uomo di destra e amico di Giorgia Meloni. «Il voto di oggi è una vittoria del diritto, ma siamo appesi a un filo. È vergognoso che in quest’Aula solo una così sottile maggioranza sia decisa ad affermare un principio che dovrebbe essere intoccabile: la tutela dello Stato di diritto».