I genitori lottano con tutte le loro forze da dodici anni e mezzo, per arrivare alla verità sulla morte del figlio: il caso di Mario Biondo, cameraman palermitano di 30 anni, trovato impiccato nell’appartamento di Madrid che divideva con la moglie, la presentatrice Raquel Sanchez Silva, era stato infatti sbrigativamente archiviato come suicidio. Ora però la magistratura spagnola ha ammesso errori e omissioni da parte della polizia, non ha ancora formalmente riaperto il fascicolo ma riconosce che si potrebbe trattare di un omicidio. Cosa che ridà senso e forza alla battaglia di Santina D’Alessandro e Pippo Biondo, convinti che il figlio sia stato ucciso da sconosciuti che poi avrebbero inscenato un finto suicidio. Così come, tre anni fa, aveva affermato un giudice di Palermo, Nicola Aiello: pur archiviando il caso, per mancanza di elementi che conducessero a responsabilità individuali, lo aveva fatto sottolineando che si era trattato di un delitto. L’Audiencia provincial di Madrid segue adesso questa stessa linea: il caso è chiuso perché la legge spagnola richiede elementi molto complessi e veramente nuovi per far ripartire l’indagine, ma Biondo venne assassinato nella sua casa di calle Magdalena, nel centro della capitale spagnola, il 30 maggio 2013, mentre la moglie era assente, dato che era in vacanza in Estremadura. «La giustizia, quando arriva così tardi, non è giustizia - mastica amaro Santina Biondo -. La gente aveva pensato che fossimo una famiglia di pazzi, ma mio figlio è stato ucciso e non siamo noi che non accettiamo la verità; noi la vogliamo, la verità, assieme alla giustizia». Sulla vicenda Netflix aveva realizzato un docufilm per rilanciare i sospetti e i dubbi e ora l’inchiesta è appesa all’eventuale decisione del Tribunale costituzionale spagnolo, a cui si rivolgerà la famiglia e che dovrà decidere se far riaprire formalmente il caso. L’Audiencia provincial nella motivazione della sua decisione scrive che «per la prima volta viene presentata una denuncia nei confronti di alcune persone, corredata da numerosi accertamenti tecnici e dalla copia di una sentenza giudiziaria da cui sembrano emergere indizi che la morte del signor Biondo non sia stata un suicidio».