Cori, qualche petardo e insulti. È stata dura la contestazione ricevuta da Matteo Salvini e altri ministri del governo Meloni arrivati a Livorno per un’iniziativa elettorale della Lega in vista del voto per le Regionali in Toscana. L’evento a Palazzo Pancaldi ha portato oltre un centinaio di manifestanti ad attendere l’arrivo degli esponenti dell’esecutivo sotto l’occhio vigile delle forze dell’ordine che hanno sbarrato la strada a qualche centinaio di metri dalla struttura che ha ospitato l’evento.
La polizia si è schierata in assetto anti-sommossa sui diversi ingressi, tenendo a distanza i manifestanti che hanno urlato “fascista” a chi entrava. Salvini ha risposto con baci lanciati ai manifestanti e ha aspettato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il cui arrivo era previsto a piedi. “Voglio cominciare quando Giorgetti è in sicurezza”, ha detto all’esterno del Palazzo Pancaldi. La contestazione ha rallentato l’arrivo dei ministri e dei sostenitori della Lega: “Non riescono ad arrivare non solo i ministri, ma i cittadini. Gente che si è presa uova, sputi, calci. Non mi è mai capitata una cosa del genere – ha rincarato il vicepremier – Ci sono Giorgetti e Locatelli che stanno girando da un po’, Valditara ha preso calci alla macchina”.










