Una "pagina turpe della storia". Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non usa giri di parole per bollare come "vile atto terroristico" l'attentato di Hamas di due anni fa al Nora Festival, in Israele, in cui morirono 1250 persone e ne furono rapite 250.

Su un punto poi il presidente della Repubblica è altrettanto netto e cioè l'invito a non confondere il sostegno ai palestinesi con l'antisemitismo: "Quanto avviene a Gaza e i diversi sentimenti che suscita non possono confluire in quello ignobile dell'antisemitismo che, particolarmente nel secolo scorso, ha toccato punte di mostruosa atrocità, e che oggi appare talvolta riaffiorare, fondandosi sull'imbecillità e diffondendo odio".

Nel giorno del secondo anniversario della strage, il Capo dello Stato e con lui tutte le alte cariche istituzionali non mancano di far sentire la vicinanza ad Israele "ai familiari delle vittime e delle persone rapite, che vanno immediatamente liberate", scrive Mattarella che auspica un esito positivo dei colloqui in corso in Egitto per arrivare ad una tregua in Medio Oriente.

Mattarella ha invocato la fine degli attacchi di Israele nella Striscia, sottolineando la necessità che Tel Aviv "applichi con pienezza le norme del diritto internazionale umanitario".