di

Paolo Fallai

Sta al servizio di qualunque sofferenza, in economia e politica. In medicina si tiene aperta la strada ad una evoluzione positiva. Una magica premessa per la letteratura

C’è stato un momento nell’evoluzione del linguaggio che la parola crisi si è messa al servizio di qualunque sofferenza o comunque indicatore deciso di un peggioramento della situazione. Ma questa inflessione negativa non è connaturata alla parola che di per sé tendeva a indicare solo un brusco cambiamento di stato: in male ma anche in bene.

L’origine è greca. Dove la parola krisis indicava «scelta, decisione, fase decisiva di una malattia», derivata da un verbo, krino, usato per «distinguere, giudicare». Molto seguita nei significati originari anche l’accezione di «separare», cioè, creare un «discrimine» tra un prima e un dopo, un momento decisivo, o di pericolo, un punto di separazione, insomma un momento di crisi.