di
Valentina Lanzilli
Il ragazzo è accusato di violenza sessuale nei confronti di una donna di 51 anni, spintonata, legata e poi aggredita mentre attraversava un percorso natura
«Ho fatto una cosa terribile, quella donna poteva essere mia madre». Così ha parlato davanti al giudice il ragazzo accusato di violenza sessuale nei confronti di una 51enne che in sella alla sua bicicletta lo scorso 19 agosto stava attraversando il percorso “Vivi Natura” di Modena. La donna è stata spintonata, legata e poi aggredita. Per quei terribili fatti il 19enne è stato arrestato venerdì scorso. «Non so cosa mi ha preso – ha detto davanti al pubblico ministero e al giudice ricostruendo quegli attimi – non so darmi pace per quello che ho fatto».
Il giovane recluso nel carcere di Sant'AnnaAffiancato dal suo avvocato Francesca Corsi, il 19enne di origine marocchina ha di fatto confessato lo stupro, rispondendo a tutte le domande durante l'interrogatorio di garanzia dal carcere di Sant’Anna dove si trova recluso da quattro giorni. Ha spiegato di avere agito «come in preda ad un raptus», di non avere mai visto prima di quel giorno la vittima e di come subito dopo abbia preso coscienza di quello che aveva fatto, di avere pianto e di non aver dormito per giorni. Per lo studente, nato in Marocco con cittadinanza italiana, il suo avvocato difensore ha chiesto la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il gip deciderà nelle prossime ore. Un episodio che ha scosso l’intera comunità. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti il 19enne sarebbe sbucato da un cespuglio correndole incontro, indossando un sottocasco che gli copriva integralmente il volto. Le ha dato una violenta spallata che l’ha fatta cadere a terra, l’ha legata e ha abusato di lei. Dopo lo stupro, prima dell’arresto avvenuto venerdì scorso, è tornato più volte in quel luogo, impavido e sicuro di sé.







