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Alessandro Bocci

Il c.t. parla dal raduno di Coverciano prima delle partite contro Estonia e Israele: «Quello che sta succedendo a Gaza fa male al cuore ma dobbiamo giocare. Ho trovato la squadra meglio di un mese fa»

FIRENZE - Rino Gattuso è schietto e sincero e non ha cambiato idea. «Fuori non si respira un’aria bellissima e mi riferisco alla questione israeliana. È un dato di fatto, martedì a Udine ci saranno cinque mila persone dentro lo stadio e il doppio fuori. Dispiace vedere cosa succede a Gaza, muore gente innocente e muoiono tanti bambini. L’ambiente non sarà sereno. Ma la partita dobbiamo giocarla, altrimenti perdiamo 3-0 e noi vogliamo andare al Mondiale. Non è facile, ma cercheremo di metterci tutto l’entusiasmo possibile».

Il campionato si ferma. È l’ora dell’Italia con due partite da vincere, la seconda piena di tensione per la guerra di Gaza. Gattuso dovrà fare anche lo psicologo con i suoi giocatori. «Intanto pensiamo a battere l’Estonia», sabato a Tallinn. Secondo giro di valzer a Coverciano, dopo il raduno di settembre e le prime due vittorie, la seconda non ha soddisfatto l’allenatore. «A Debrecen ci è andata bene. La partita l’avevamo in pugno e poi l’abbiamo compromessa. Qualcuno lassù ci ha voluto bene. C’è molto da correggere e il problema non è solo la difesa, ma l’atteggiamento. Dobbiamo migliorarlo, annusare il pericolo». Lo aveva detto anche Allegri dopo la sconfitta con la Cremonese e i milanisti lo hanno ascoltato.