di
Elena Tebano
Weiss appresenta il tentativo dei cosiddetti «legacy media», i media tradizionali americani, di aggiornarsi al nuovo linguaggio portato dai media digitali
La giornalista Bari Weiss è la nuova direttrice di Cbs News, il servizio giornalistico multipiattaforma dell'emittente americana Cbs, che produce programmi come 60 Minutes (una colonna portante dell'informazione statunitense), e trasmette su radio, tv e un canale di notizie in streaming 24 ore su 24. La sua nomina, decisa dall’amministratore delegato di Paramount Skydance David Ellison, arriva dopo che il gigante dei media ha acquisito il sito di notizie online da lei fondato, The Free Press, per una cifra che non è stata resa nota pubblicamente ma che secondo i media americani si aggira intorno ai 150 milioni di dollari. La scelta di Weiss, 41 anni, può sembrare anomala, visto che la giornalista non ha alcuna esperienza televisiva. Ma è un segno dei tempi, perché rappresenta il tentativo dei cosiddetti «legacy media», i media tradizionali americani, di aggiornarsi al nuovo linguaggio portato dai media digitali, ma anche una sorta di riallineamento con la svolta neoconservatrice dell'opinione pubblica americana.
Cbs News a luglio aveva già scelto di patteggiare con il presidente americano Donald Trump, accettando di pagargli 16 milioni di dollari, dopo che Trump le aveva fatto causa sostenendo che il montaggio dell'intervista fatta all'allora candidata democratica Kamala Harris da 60 Minutes fosse «ingannevole» e avesse fuorviato il pubblico, svantaggiandolo. La causa di Trump alla fine ha avuto successo (almeno da un punto di vista economico, Cbs News non ha ammesso colpe né chiesto scusa) ma era stato vista da subito come un attacco alla libertà d'espressione garantita dal Primo emendamento della Costituzione americana. Nello stesso periodo della causa, Paramount e Skydance Media erano in attesa dell'ok alla loro fusione, che dipendeva dalla Fcc, l'agenzia governativa americana che regola la comunicazione (la Fcc sostiene che non ci sia stato alcun legame tra l'accordo economico con Trump e il via libera alla fusione, i critici sostengono di sì).












