Le banche tornano al centro del dibattito pre-manovra. Sia il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, sia direttamente la premier Giorgia Meloni, sono tornati a chiedere un contributo agli istituti finanziari, non punitivo ma necessario. La presidente del Consiglio evidenzia che, anche grazie alla politica economica del governo, "c'è chi ha potuto contare su uno scenario migliore". Ma per "mettere in sicurezza" gli italiani che ancora ne hanno bisogno si può "chiedere una mano", alle banche "come l'anno scorso". Meloni guarda al ceto medio, chiarendone la definizione: i redditi fino a 50.000 euro a cui sarà quindi destinato l'annunciato taglio dell'Irpef.

Il punto nel governo verrà fatto a Palazzo Chigi, poi tra venerdì e lunedì saranno ascoltate le parti sociali. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, gioca però d'anticipo, alza la voce e chiama in ballo proprio la premier, chiedendo l'attenzione per le imprese che lei stessa ha promesso. L'invito è rivolto anche a Giancarlo Giorgetti affinché pensi più al mondo produttivo e meno al debito. La rimodulazione di risorse, afferma, "non usiamola per abbassare il debito dello Stato, perché ad oggi servono investimenti nel Paese".