La pole non era affatto un lampo. La magica ala, inventata e messa a punto dagli ingegneri Mercedes, ha spinto in quota George Russell che ha dominato il GP di Singapore con una superiorità disarmante. Nulla ha potuto nemmeno super Max per agguantare la terza vittoria di fila e riaprire il campionato Piloti in un modo ancora più appariscente. Sono state impotenti anche le astronavi della McLaren che, fino alla ripresa dopo la pausa estiva, ci avevano abituato a doppiette a raffica. Uno-due che hanno consentito al team di Woking di conquistare, con 6 gare di anticipo, il decimo mondiale Costruttori della sua storia, bissando il trionfo, molto più combattuto, dello scorso anno. La Ferrari? Deludente. Quasi scialba.

Lewis a Charles scattavano sesto e settimo in griglia e così hanno chiuso, a parti invertite, sotto la bandiera a scacchi. Nel mezzo una cavalcata insipida e noiosa che non ha mai acceso la speranza di un acutino per rendere la calda e umidissima serata un filo meno amara. Leclerc, sullo scatto, un paio di posizioni le aveva pure guadagnate, ma non è riuscito a difendersi per tutta la gara da un gagliardo Kimi alla guida di una Freccia assai motivata. In realtà, il monegasco nei giri finali aveva dovuto lasciare strada anche al compagno britannico prima che Lewis, completamente senza freni, arrancasse all’improvviso. Dell’impianto per rallentare si è lamentato anche il principino, ma un conto è avere problemi che rallentano il passo, tutt’altra cosa è perdere completamente il pedale su macchinette che sfrecciano a 300 all’ora.