di
Guido Olimpio
Per il Pentagono il mezzo caduto vicino al quadrato militare più segreto al mondo è partito dalla base di Las Vegas che ospita droni d'attacco Reaper e da ricognizione Sentinel. L'FBI apre un'inchiesta
Un punto geografico a 12 miglia a est dall’Area 51, quel quadrato di deserto del Nevada dove sono messi a punto sistemi speciali in grande segretezza: è qui che il 23 settembre è precipitato un velivolo, forse un drone. Episodio che ha subito innescato teorie.Il Pentagono – come racconta il sito TWZ - ha precisato che il mezzo apparteneva al 432nd Wing di base a Creech, poco lontano da Las Vegas, e che non vi erano vittime o feriti. Nessun particolare sul modello. Tuttavia, l’installazione di partenza è nota per ospitare droni d’attacco Reaper e quelli da ricognizione RQ 170 Sentinel insieme ad aerei di altri reparti in transito. Da qui l’ipotesi che l’incidente abbia coinvolto un velivolo analogo. La storia, però, si è portata dietro speculazioni per un dettaglio fornito dai militari: la scena dell’impatto è stata «contaminata», insieme ai rottami sono stati trovati vecchie componenti aeronautiche e una bomba inerte da training. Per questo l’FBI ha aperto una sua inchiesta per scoprire chi sia riuscito a inserirsi in uno spazio di solito molto sorvegliato ma non ermetico. L’ingresso all’Area 51 è vietato ma attorno al grande perimetro si muovono spotters, fotografi e appassionati di aeronautica nella speranza di fare qualche avvistamento particolare. È possibile che il velivolo caduto fosse impegnato in qualche missione di addestramento, il settore infatti è usato ampiamente dalla Difesa. Ma, naturalmente, visto il «teatro» c’è chi pensa a qualcosa di più misterioso o sofisticato. È anche vero che proprio l’estrema riservatezza su quanto accade nel poligono di Groom Lake e dintorni permette di formulare qualsiasi ipotesi. La minima «ombra» su una pista, l’ampliamento di un hangar, una sagoma indistinguibile vista da lontano diventano notizie e alimentano la «caccia».






