Aumentano gli avvistamenti dei satelliti che cadono verso la superficie terrestre infiammando il cielo notturno. Nella «low Eart orbit» ci sono almeno 50 «rifiuti spaziali» che potrebbero innescare un pericoloso effetto a catena
Il Grande Raccordo Anulare di Roma quando tutti vanno a lavoro? La tangenziale di Milano quando, invece, tutti rientrano a casa? Magari l'Autostrada del Sole nel pieno dell'esodo estivo? Nessuna di queste note immagini di traffico rendono giustizia a quello che sta succedendo sopra le nostre teste, a una distanza compresa fra i 700 e i 1000 chilometri dalla superficie terrestre. L'area è nota come «low Earth orbit» (Leo), cioè l'orbita bassa terrestre. Oggi è affollata da satelliti statunitensi, europei, cinesi e russi. E il traffico è destinato ad aumentare. Non solo. Già adesso cominciano a cadere sulle nostre teste. A partire dalla numerosa flotta di satelliti Starlink.
Starlink precipita sulla TerraGli avvistamenti più scenografici sono avvenuti a fine settembre, ma secondo gli esperti sono destinati a moltiplicarsi. Uno spettacolo fatto di scie luminose (o proprio infuocate) che attraversano il cielo notturno. Facile scambiare gli avvistamenti per meteoriti, come è capitato a diversi americani e canadesi che negli ultimi giorni hanno ripreso con gli smartphone le immagini spettacolari. Non si tratta però di oggetti celesti naturali, ma del rientro nell'atmosfera terrestre di satelliti Starlink, il servizio commerciale di SpaceX che offre connessione anche in condizioni avverse (come in montagna oppure, per esempio, in zone di guerra).






