TREVISO - Vietato andare a scuola con lo spray al peperoncino. Le bombolette per difendersi dalle aggressioni sono sempre più diffuse. È l'effetto della sensazione di insicurezza. Molti le tengono nello zaino. Soprattutto ragazze. Ma la moltiplicazione aumenta il rischio di usi impropri. «Abbiamo rivisto il regolamento: non si possono introdurre a scuola - spiega Renata Moretti, preside del Besta - alcuni genitori danno lo spray ai figli per paura delle aggressioni, ma possono diventare armi pericolose se non usate correttamente o lasciate incustodite». E la scuola di borgo Cavour è già stata toccata in modo diretto.

Venerdì l'ultimo caso ha riguardato il Luzzatti di San Pelajo. Un 17enne ha spruzzato lo spray trovato nella giacca di un'amica. Risultato: scuola evacuata, 10 ragazzi intossicati e due giovani in ospedale. «Mia mamma mi ha dato lo spray perché ha paura che di sera, tornando da sola, possa incontrare dei malintenzionati», ha confidato la 16enne ai professori. L'altro ieri l'aveva portato a scuola per una dimenticanza dalla sera prima. «Più approfondiamo e più ci rendiamo conto che si è trattato di uno sfortunato incidente - spiega Francesca Mondin, preside del Riccati-Luzzatti - la ragazza che teneva lo spray nella giacca si è presa subito le proprie responsabilità. E l'ha fatto dicendosi disponibile ad aiutare. Entrambi, anche il ragazzo che ha fatto scattare il meccanismo, alla fine sono stati bravi». Verrà comunque convocato il consiglio d'istituto, ma a quanto pare non verranno presi provvedimenti. A gennaio, però, lo spray aveva già messo sottosopra il Besta. Un 14enne aveva azionato la bomboletta in classe: sezione evacuata e tre in ospedale. Il ragazzo era stato sospeso e poi coinvolto in lavori socialmente utili. E nell'ottobre del 2022 era toccato al Turazza. Un 17enne aveva usato la bomboletta in un'amica in un laboratorio: 24 studenti evacuati e 5 portati in ospedale.