Le lacrime di Samuel sono le lacrime di un ragazzo che non riesce a darsi una spiegazione di quello che è successo.
Nell'aula della Corte d'Assise di Parma Samuel Granelli, ex fidanzato di Chiara Petrolini, la coetanea accusata di aver ucciso e sepolto nel giardino due neonati da lei partoriti, ha raccontato fra le lacrime la sua versione della storia.
"Non ho mai avuto la percezione che potesse essere in gravidanza, mai un sospetto, non ho mai notato nulla nemmeno quando era svestita". Chiara, presente in Aula, ha guardato per tutta la deposizione il ragazzo con cui è stata fidanzata: il loro, ha ricostruito Samuel, era un rapporto simile a quello che possono avere due ragazzi appena ventenni, che non facevano troppi pensieri sul loro futuro.
Samuel invece ha sempre evitato lo sguardo di lei, che è uscita dall'aula solo quando è stata mostrata la foto di uno dei neonati.
Il processo a Parma sta ricostruendo i contorni di una vicenda che ha ancora molti punti oscuri. Perché una ragazza apparentemente normale (che da oltre un anno è agli arresti domiciliari) avrebbe dato alla luce, ucciso e seppellito nel giardino di casa due neonati, uno nel maggio 2023, l'altro nell'agosto del 2024 senza dire niente a nessuno e senza che nessuno si accorgesse delle sue gravidanze? Qualche risposta potrebbe arrivare dalla sua disposizione, che non è ancora stata fissata, e dalla perizia psichiatrica, per la quale è stato conferito l'incarico, e che nei prossimi mesi dovrà dire se Chiara Petrolini era capace di intendere e di volere. "Era molto presto per parlare di figli - ha detto ancora Samuel - eravamo giovani e se lo avessi saputo ne avremmo discusso, non sarei stato contro al 100%, se Chiara avesse voluto avrei tenuto il bimbo anche da solo, non gli avrei fatto fare quella fine".









