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Il Premio Nobel per la Medicina è stato assegnato oggi a Mary E. Brunkow, Fred Ramsdell e Shimon Sakaguchi per i loro studi sul sistema immunitario, in particolare sulla sua capacità di non attaccare i tessuti dell’organismo, attraverso meccanismi di tolleranza immunitaria.
Sakaguchi trent’anni fa identificò un nuovo tipo di cellule immunitarie, le cellule T regolatorie, che proteggono l’organismo dalle malattie autoimmuni, superando la visione allora dominante che la tolleranza derivasse solo dall’eliminazione di cellule pericolose nel timo, l’organo dove maturano e si selezionano i linfociti T, fondamentali per la difesa dell’organismo. Nel 2001, Brunkow e Ramsdell scoprirono il gene Foxp3, la cui mutazione causa gravi malattie autoimmuni nei topi e negli esseri umani. Due anni dopo, Sakaguchi dimostrò che Foxp3 regola lo sviluppo delle cellule T regolatorie. Queste scoperte hanno trasformato la comprensione del sistema immunitario e aperto nuove vie sperimentali terapeutiche contro cancro, malattie autoimmuni e migliorato le tecniche per ridurre il rigetto nei trapianti.
Quello immunitario è uno dei sistemi più complessi e articolati del nostro organismo. In ogni istante protegge l’organismo dalle numerose sostanze con cui entriamo in contatto quotidianamente, compresi i virus e i batteri, mostrando di avere una grande capacità nel distinguere questi patogeni dalle cellule del corpo che sono invece innocue. Non è un lavoro semplice, perché i patogeni hanno forme molto diverse tra loro e riescono a mimetizzarsi bene, per esempio assumendo caratteristiche molto simili a quelle delle cellule umane.










