Bandiera bianca. Ancora una volta Jannik Sinner costretto alla resa. Piagato dal dolore e dai crampi, il numero 2 al mondo è stato costretto al ritiro al Masters 1000 di Shanghai: Tallon Griekspoor vince per la prima volta in carriera contro il ragazzo di San Candido, ma a tavolino.

Immagini dure, quelle che abbiamo visto: Jannik che si reggeva in piedi usando la racchetta come bastone, le smorfie, il dolore. Uno stop figlio delle condizioni proibitive in cui si giocava e figlio di un calendario, quello plasmato per il circuito Atp, che non dà tregua. Una circostanza più volte denunciata, stigmatizzata da parte dei giocatori, anche se Sinner da queste polemiche si è sfilato sostenendo che ogni tennista, in termini di impegni, è libero di fare ciò che vuole. Vero, anche se forse la verità è più sfumata.

Tant'è, ci si interroga. Ovvio, sul calendario tennistico. Ma anche sulle reali condizioni, fisiche e mentali, di Jannik. E anche su quanto possa essere pericoloso un circuito impostato così come è impostato oggi. Sul tema, ecco piovere anche un durissimo articolo di Famiglia Cristiana, su cui si legge: "Vedere il numero due del mondo uscire dal campo da tennis cercando di usare la racchetta come bastone è tristissimo: i crampi non sono gravi, per fortuna, ma dolorosi sì e ci si immedesima nell’evidente sofferenza", premette il settimanale di ispirazione cattolica