«Il multilateralismo è indebolito, logorato. L’attuale contesto di guerre mina profondamente la solidarietà, la cooperazione, il dialogo tra le nazioni, tra i popoli e i leader. Ma le questioni del clima o della salute possono essere risolte solo attraverso un’azione congiunta di diversi Paesi e regioni, com’è stato per il Covid». Parte in salita l’ultima sfida di Marina Silva, storica paladina dell’Amazzonia e ministra dell’Ambiente del Brasile, dove il prossimo novembre a Belém, capitale del Parà e «porta di accesso» alla foresta tropicale, si terrà la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP30). «A differenza di altre COP che avevano già un processo negoziale altamente complesso, questa presenta l'ulteriore sfida delle guerre – sia conflitti armati che guerre tariffarie – che minano fiducia e cooperazione».
La ministra dell'Ambiente brasiliana Marina Silva: «Sul clima andremo avanti, anche senza il negazionista Trump»
Intervista alla ministra dell’Ambiente brasiliana: «I dazi Usa un tentativo di aiutare il golpista Bolsonaro. Alla Cop30 di Belém azione comune come per il Covid e la Cina faccia la sua parte»






