È prima in classifica (a pari merito col Napoli), ma gioca malissimo. Ha vinto cinque partite su sei, meritandone sì e no un paio. Ha subito appena due gol da inizio campionato, che avrebbero potuto essere tranquillamente il doppio, o il triplo. Perché la Roma di Gasperini non dovrebbe pronunciare la parola scudetto.
È una domanda e anche un po’ un’affermazione. Il campionato arriva alla seconda sosta per le nazionali con le gerarchie già abbastanza delineate: davanti ci sono tutte le favorite, senza grossi distacchi e nemmeno sorprese. La principale probabilmente è proprio la presenza, insieme a Napoli, Milan, Inter e Juve, anche dei giallorossi. Si dice sempre che la classifica non mente, chissà se è vero anche stavolta.
Della Roma fino qui ha impressionato la solidità, ma ad essere onesti anche la buona sorte. A Firenze ha vinto pur subendo tanto all’inizio e alla fine, graziata da due traverse clamorose. Come nel derby, portato a casa con un solo tiro in porta. Svilar, che ormai è diventato il portiere più forte della Serie A, è stato quasi sempre il migliore in campo, anche contro Pisa e Verona. Più che una squadra di Gasperini – di cui ancora non si vedono tanto, né l’aggressione uomo su uomo a tutto campo, né la straordinaria prolificità offensiva –, sembra sempre quella di Ranieri, bruttina, pragmatica e fortunata (ma non dimentichiamo che l’anno scorso era arrivata a un passo dalla qualificazione in Champions con una striscia impressionante di risultati positivi, la cui onda lunga non sembra essersi esaurita).








