Aumento inferiore alle attese per sostenere i prezzi
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Si impone la linea russa all'Opec+. L'aumento deciso ieri per la produzione di petrolio è stato inferiore alle aspettative di molti analisti: 137mila barili al giorno da novembre a fronte, per esempio, dei 140mila barili previsti da Goldman Sachs.Un livello che eviterà pressioni al ribasso sui prezzi come nei desideri di Mosca che, a causa delle sanzioni, avrebbe difficoltà ad aumentare ulteriormente la produzione. Negli ultimi mesi, Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Kazakistan, Oman e Algeria (che compongono l'Opec+) hanno già aumentato le loro quote di oltre 2,5 milioni di barili al giorno (il 2,5% della domanda globale).All'inizio dell'anno la priorità dell'Opec+ era quella di mantenere alti i prezzi limitando l'offerta, ma l'organizzazione ha cambiato strategia a partire da aprile e ora cerca di conquistare quote di mercato da altri produttori come Stati Uniti, Brasile, Canada, Guyana e Argentina.Tuttavia, mentre Ryad ha sempre spinto per una super produzione, Mosca propone una crescita più moderata e ha saputo imporre la propria linea con la decisione di ieri. Se, infatti, Mosca dipende dai prezzi elevati per finanziare la guerra contro l'Ucraina, ha però un potenziale limitato per aumentare la produzione a causa della pressione statunitense ed europea sul suo settore petrolifero.Mosca attualmente produce circa 9,25 milioni di barili al giorno e ha una capacità produttiva massima di 9,45 milioni, rispetto ai circa 10 milioni prima della guerra, ha dichiarato all'AFP Homayoun Falakshahi, analista di Kpler.Dal canto suo, l'Arabia Saudita di Mohammad bin Salman (nella foto) avrebbe voluto un aumento doppio, triplo o addirittura quadruplo rispetto alla cifra decisa poiché ha la capacità di incrementare rapidamente la produzione e punta a espandere la propria quota di mercato in maniera esponenziale.








