di
Guido Olimpio
Il portavoce di Hamas: «La perdita di mio figlio, del mio capo di stato maggiore e dei giovani che mi circondano è un dolore immenso»
Khalil al Hayya è riemerso dopo quasi un mese di silenzio. Il più importante dirigente della leadership in esilio di Hamas, infatti, è apparso in un’intervista alla rete Al Jazeera e, salvo smentite, dovrebbe guidare la delegazione nei negoziati in Egitto. Una conferma del ruolo primario in una fase decisiva e drammatica.
L’esponente palestinese era «scomparso» in concomitanza con il raid israeliano del 9 settembre a Doha, in Qatar. Un’incursione per eliminare i principali rappresentanti della fazione, tra cui Al Hayya. Nelle ore successive allo strike si erano diffuse voci incontrollate: lo hanno dato prima per morto, poi ipotizzavano che fosse ferito in modo serio e ricoverato. Era apparsa anche una sua foto che lo mostrava su un letto di ospedale ma, per alcuni, si trattava di un’immagine del 2021. Diverse fonti hanno poi smentito il suo decesso, così come quello di Khaled Meshal e di altri personaggi che si trovavano all’interno dell’edificio bombardato. Non era invece sfuggito allo strike il figlio di Al Hayya, eliminato dall’esplosione.







