Perché le donne vivono di più degli uomini? Oggi si stima che in media in tutto il mondo le donne vivono 5,4 anni in più degli uomini. Un dato di fatto che però non trova ancora una spiegazione scientifica univoca. Perché questa discrepanza nella longevità tra i due generi? È genetica o è frutto di fattori ambientali? Forse la risposta sta nella (nostra) storia evolutiva, e per cercare di fare un po’ di luce sulla questione un team internazionale, guidato da scienziati del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, ha portato a termine lo studio più ampio finora condotto sulle differenze di durata della vita nei due sessi in 1176 specie di uccelli e mammiferi.Per chi studia la longevità e i meccanismi sottostanti la questione è ancora sorprendente: sebbene, specie nei Paesi ad alto reddito, il divario si sia ridotto per via del miglioramento delle condizioni di vita e del progresso medico, le donne vivono più degli uomini. E, in base a quanto si è capito finora, questa differenza difficilmente scomparirà.Perché ciò avvenga non è del tutto chiaro, ma in letteratura prevalgono tre ipotesi, ciascuna trova supporto nelle evidenze raccolte negli anni e nessuna esclude l’altra: l’ipotesi della selettività sessuale, quella dell’X incustodito (unguarded X hypothesis) e quella dell’eredità asimmetrica del genoma citoplasmatico.La pressione della selezione sessualeUn fattore in gioco che avvantaggia le femmine umane, e non solo, sarebbe la strategia riproduttiva. In moltissime specie esiste una grande competizione per la conquista delle femmine e quindi garantirsi una discendenza: gran parte delle risorse del maschio, pertanto, finiscono per sviluppare le caratteristiche che gli conferiscono un vantaggio riproduttivo, dalle maggiori dimensioni corporee alle “armi” per farsi notare e/o gareggiare con gli altri maschi della specie. Tutto ciò andrebbe a scapito della longevità.Questa teoria è supportata dai risultati del nuovo studio, che la abbina anche alla tipologia relazionale: mentre nei mammiferi poligami con forte competizione sessuale i maschi vivono meno, negli uccelli monogami (per i quali la pressione sessuale interessa solo una parte della vita) vale l’opposto, ossia è la femmina quella con la durata della vita inferiore. I ricercatori hanno anche notato che per le specie monogame il divario nella longevità tra maschi e femmine era minore a quello esistente nelle specie poligame, soprattutto se di grosse dimensioni.A tutto questo si aggiunge un ulteriore attore: le cure parentali. Sembra che il sesso che investe di più nell’accudimento della prole tenda a vivere più a lungo. Secondo gli autori dello studio si tratta probabilmente di un vantaggio selettivo nelle specie longeve come i primati, che porta le femmine a sopravvivere finché la loro prole non è indipendente o sessualmente matura.Anche l’ambiente contaNelle specie in cui i maschi competono con più forza per accoppiarsi, la loro vita è senza dubbio messa a rischio dalla competizione stessa: i combattimenti possono anche essere mortali, mentre certe caratteristiche appariscenti potrebbero esporli maggiormente alla predazione. Tuttavia, se anche togliamo questi fattori, il divario tra la longevità dei due sessi permane. Basta osservare gli animali negli zoo, come fatto nel nuovo studio, appunto: in cattività gran parte di queste pressioni selettive non ci sono. Eppure la discrepanza, sebbene più piccola, rimane, dimostrando che l’ambiente ne influenza l’entità ma non la elimina. Un po’ come è successo per l’essere umano, per cui i progressi della medicina e il miglioramento delle condizioni di vita hanno ridotto ma non colmato il divario di longevità tra donne e uomini, a favore delle prime.L’X incustoditoA spiegare perché le femmine umane, così come quelle di tante altre specie, vivono più a lungo ci deve essere, dunque, dell’altro. Probabilmente delle cause genetiche.L’ipotesi dell’X incustodito (o unguarded X hypothesis) è stata avanzata per la prima volta dal biologo dell’evoluzione Robert Trivers nel 1985, e, anche se risulta difficile da provare, rimane una delle possibili spiegazioni più quotate. Questa teoria suggerisce che la discrepanza di longevità tra i due sessi possa risiedere nei cromosomi sessuali: il sesso omogametico (cioè quello con due copie del cromosoma sessuale X nei mammiferi e Z negli uccelli) è quello che sopravvive di più perché eventuali alleli recessivi potenzialmente svantaggiosi o dannosi su uno possono essere compensati da quelli funzionali sul cromosoma omologo. Per il sesso eterogametico, invece, non esiste questa possibilità, perché la maggior parte dei tratti genetici contenuti dall’X nei mammiferi o dallo Z negli uccelli non trova una copia omologa sull’altro cromosoma, rispettivamente Y e W. E infatti le femmine (XX) di mammifero sono più longeve dei maschi (XY), mentre i maschi degli uccelli (ZZ) hanno in genere una vita più lunga rispetto alle femmine (ZW).Questa teoria trova anch’essa riscontro nei dati raccolti dal nuovo studio sulle oltre mille specie considerate presenti negli zoo di tutto il mondo: nel 72% dei mammiferi le femmine vivono più a lungo (del 12% in media), mentre nel 68% delle specie di uccelli sono i maschi i più longevi (in media del 5%). Come è evidente, però, ci sono delle eccezioni, e non poche. "Alcune specie hanno mostrato l'andamento opposto a quello atteso", ha commentato Johanna Stärk, autrice principale della ricerca. "Ad esempio, in molti rapaci le femmine sono più grandi e più longeve dei maschi. Quindi i cromosomi sessuali possono essere solo una parte della storia".L’eredità asimmetrica dei genomi citoplasmaticiUn’altra teoria genetica avanzata per spiegare la differenza di longevità nei due sessi nell’essere umano è quella indicata come eredità asimmetrica dei genomi citoplasmatici. Questa fa riferimento al fatto che nella nostra specie la prole eredita solo dalla madre una parte del dna complessivo della cellula, quello contenuto nei mitocondri, ossia organelli citoplasmatici che fungono da centrali energetiche. Ciò fa sì che nei maschi, in cui non avviene nessuna forma di selezione, possano accumularsi mutazioni potenzialmente pericolose che riducono la durata della vita.
Le donne vivono più degli uomini e potrebbe essere così per sempre. Ma perché? Ci sono tre ipotesi principali
…e potrebbero essere tutte vere. Ciascuna trova supporto nel più grande studio comparativo portato a termine finora, che ha coinvolto più di mille specie






