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Carlos Passerini, inviato a Torino
Il big match dello Stadium termina in parità: i rossoneri hanno la grande occasione dal dischetto, Leao fallisce due gol
I rimpianti del Milan, i fischi della Juventus. L’esame da grandi finisce senza vincitori né vinti, con un pareggio senza reti che se da un lato non danneggia più di tanto nessuno ai fini della classifica, dall’altra lascia l’amaro in bocca a entrambi per lo sviluppo della partita. I rossoneri confermano la solidità ma sbagliano molto, troppo: un rigore con Pulisic e due gol fatti con Leao, specialmente il primo, a due passi da Di Gregorio. Rafa deve ritrovare sé stesso, altrimenti merita la panchina. Allegri esce indenne dal delicatissimo ritorno in quella che per otto stagioni fu casa sua e che lo ha commosso per l’accoglienza, ma deve abbandonare la vetta della classifica, oggi occupata da Napoli e Roma. Niente di grave: siamo solo a ottobre, la stagione è lunghissima. Ma di certo il rammarico resta: se c’è una squadra che è andata più vicino alla vittoria, era la sua.
I bianconeri infilano invece il quinto pareggio consecutivo fra campionato e coppe: non accadeva dal 2006, con Capello in panchina. Stavolta non prendono gol, dopo averne incassati 11 nelle ultime 7 gare, ma non può bastare a regalare un sorriso a uno Stadium che accompagna l’uscita dal campo con una bordata di fischi. Meritati. Alla squadra di Tudor continua a mancare un leader, un costruttore di gioco, un Modric per intenderci. Un mucchio di palloni all’indietro, a conferma che le idee sono poche. Le vibrazioni di Conceicao e l’attacco deluxe non sempre possono bastare, se la palla gira poco e male. C’è molto da lavorare.






