Anche gli ultimi attivisti della Flotilla, trattenuti in Israele, tornano a casa. L’annuncio è arrivato domenica sera dal ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani. “Partiranno domani (lunedì, ndr) con un volo charter per Atene – spiega -. Saranno assistiti dalla nostra ambasciata sia alla partenza e poi in Grecia nel trasferimento verso l’Italia”. Il vicepremier ringrazia “sinceramente” tutto il personale del ministero, i diplomatici in Israele e nelle altre sedi interessate per “il capillare lavoro di assistenza compiuto in questi giorni”. Si tratta degli ultimi 15 italiani. Sabato erano rientrati gli altri tra cui l’inviato del Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani. Con un volo pagato dal governo turco.
Con il passare delle ore arrivano nuovi dettagli sulla detenzione degli attivisti della Sumud Flotilla (Qui la cronaca del giornalista del Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani). Racconti forniti proprio da chi, dopo l’abbordaggio delle barche della missione umanitaria diretta a Gaza, si è ritrovato dietro le sbarre. Tra i 26 connazionali rientrati nella tarda serata di sabato in Italia c’è chi parla di “aggressività e odio forti” mostrati nei loro confronti. “Ci hanno trattato come trattano i terroristi” sostiene Cesare Tofani, uno dei 18 italiani atterrati allo scalo di Roma Fiumicino e accolti da circa 200 persone tra lacrime, abbracci e bandiere palestinesi. Feste anche per gli altri otto connazionali arrivati nella notte a Milano Malpensa. Nel gruppo il consigliere regionale dem Paolo Romano.










